Menu principale [IT] - livello1

Progetto "Gray Matters"

progetto gray matters

Presentazione del progetto

Il Gray Matters è uno studio clinico controllato randomizzato (RCT) di intervento sugli stili di vita, progettato per aiutare i partecipanti di mezza età ad apprendere una serie di comportamenti utili a ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer (AD) in età avanzata.

L’Alzheimer

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante; rappresenta circa l'80-85% di tutti i casi di demenza. E’ ormai riconosciuta come una grave crisi di salute pubblica per la quale non esiste tutt’oggi una cura riconosciuta. A livello epidemiologico, tranne che in rare forme genetiche familiari "early-onset" (cioè con esordio giovanile), il fattore maggiormente correlato all'incidenza della patologia è l'età. Molto rara sotto i 65 anni, la sua incidenza aumenta progressivamente con l'aumentare dell'età, per raggiungere una diffusione significativa nella popolazione oltre gli 85 anni. Si stima che, a livello mondiale, nel 2015, ci sono 46,8 milioni di persone affette da una forma di demenza (in Italia oltre 1 milione e 200 mila). Cifra destinata secondo le stime quasi a raddoppiare ogni 20 anni, fino a raggiungere 74,7 milioni di persone nel 2030; il costo globale della demenza è destinato a sfiorare i 1000 miliardi di dollari nel 2018. Numerosi studi scientifici hanno evidenziato chiaramente alcuni fattori di rischio genetico per l’AD; tuttavia la maggior parte delle ricerche pubblicate fino ad oggi ha sottolineato l’importanza e l’influenza di specifici fattori ambientali.

L’Alzheimer e gli stili di vita

Ci sono una serie di fattori modificabili relativi agli stili di vita che sono stati costantemente correlati ad un più basso rischio per l’AD e che costituiscono una parte importante di tutte le “esposizioni ambientali" a cui siamo sottoposti nell’arco della nostra vita. Lo studio di ricerca Gray Matters identifica sei domini su cui è necessario intervenire con programmi di salute pubblica per prevenire lo sviluppo della malattia di Alzheimer: alimentazione; attività fisica; qualità del sonno; stimolazione cognitiva; impegno sociale; gestione dello stress; fumo. L'intervento si focalizza dunque su questi fattori modificabili, con l'obiettivo di far passare i partecipanti da un atteggiamento di passiva attesa di una cura da scoprire, ad una posizione di attiva ricerca di cambiamenti dei propri stili di vita che possono ritardare o magari prevenire l'insorgenza di AD.