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Impegno sociale

progetto gray matters

È ormai noto come le relazioni interpersonali funzionino da scudo contro l’insorgenza di diverse patologie. In particolare alcuni studi longitudinali hanno dimostrato che l’estensione dei contatti sociali è associata ad un minore rischio di sviluppare demenza. Diversi studi si sono occupati di indagare l’associazione tra una buona e sana vita sociale e il declino cognitivo. Riportiamo qui uno studio che ha indagato l’associazione tra differenti variabili che caratterizzano i network sociali e il rischio di sviluppare demenza da 5 fino a 15 anni dopo l’analisi. I risultati mostrano che le uniche variabili associabili allo sviluppo di demenza sono quelle che riflettono la qualità dei rapporti sociali. I partecipanti che si sentivano soddisfatti delle loro relazioni sociali avevano un rischio ridotto del 23% di sviluppare demenza, coloro che dichiaravano di aver ricevuto più sostegno di quello dato durante la loro esistenza avevano un rischio ridotto del 53% di sviluppare malattia di Alzheimer.

Clicca il seguente link per leggere lo studio di cui ti abbiamo parlato!
https://www.researchgate.net/profile/Toni_Antonucci/publication/46107624
What_Aspects_of_Social_Network Are_Protective_for_Dementia_Not_the
Quantity_But_the_Quality_of_Social_Interactions_Is_Protective Up_to_15
Years_Later/links/55e5a43908aede0b5736639b.pdf

Cosa si intende per “Active Ageing”? Un processo di invecchiamento attivo delle persone, teso al mantenimento delle capacità fisiche, intellettive, lavorative e sociali. L’Active Ageing rappresenta un modello auspicabile al fine di una continua partecipazione della vita delle persone anziane e nella società. Svolge dunque un ruolo di prevenzione del disagio e dell’esclusione sociale, oltre che di prevenzione delle malattie e del deterioramento cognitivo. L’Active Ageing presuppone dunque che gli anziani non siano più visti solo come portatori di bisogni, bensì come una risorsa che, opportunamente sostenuta, può dare il proprio contributo alla società. Questo nuovo orientamento è stato fortemente voluto dall’OMS che nel 1995 ha lanciato un programma specifico Ageing and Health (invecchiamento e salute).

Clicca qui per avere maggiori informazioni sull’Active Ageing:
http://www.epicentro.iss.it/focus/mondiale_salute/gms_12.asp

Clicca il seguente link per ricevere dei consigli per un invecchiamento attivo ottimale!
http://www.cislmilano.it/files/136/allegati/a1b62e7543e2edd6d578cf8192c0f970.pdf

Avere una vita sociale attiva ed impegnarsi a creare/mantenere delle relazioni interpersonali rappresenta un ottimo metodo per contrastare o rallentare il deterioramento cognitivo: l’estensione dei contatti sociali è, infatti, associata ad un minor rischio di sviluppare demenza!

Clicca qui per saperne di più:
http://www.my-personaltrainer.it/Foto/Morbo_di_Alzheimer/Prevenire_morbo_Alzheimer
con_vita_sociale_attiva.html

La “Musicoterapia e l’Alzheirmer”: per avere maggiori informazioni apri il seguente link!
http://www.benessere.com/psicologia/arg00/musicoterapia/alzheimer_musicoterapia.htm

Incrementare le tue relazioni sociali è facile! Scopri in che cosa consiste l’attività dei “Caffè Alzheimer”:
http://www.anzianievita.it/demenza-e-delirium/alzheimer-cafe-un-luogo-di-incontro-per-parlare-di-demenza/

Qui sotto puoi scaricare il tuo eserciziario.