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Qualità del sonno

progetto gray matters

Come mai tutti gli esseri viventi sentono il bisogno di dormire? Ogni essere umano impiega circa un terzo della propria vita a letto, profondamente addormentato, mentre potrebbe sfruttare questo tempo in attività più produttive. Nello studio svolto presso l’Università di Rochester dal gruppo guidato dal prof. Nedergeerd, si è dimostrato per la prima volta una funzione biologica essenziale legata al sonno. Per saperne di più clicca qui: https://oggiscienza.it/2013/10/23/dormi-no-sto-pulendo-il-cervello/

Che cosa si intende per Igiene del Sonno? Il nostro comportamento durante le ore diurne e in particolare nelle ore che precedono l’ora di coricarsi, può influenzare la qualità del sonno notturno. Per norme di Igiene del Sonno si intende una serie di comportamenti che fisiologicamente favoriscono un buon sonno notturno. Ecco alcune regole: http://www.sonnomed.it/regole_sonno/

La deprivazione di sonno influenza negativamente l’attenzione, il primo scalino per immagazzinare le informazioni raccolte durante la veglia. Clicca qui per scoprire come il sonno consolida la memoria: http://www.sonnomed.it/sonno_e_memoria/

In genere, dormire poco non è affatto una buona idea. Nello specifico, lo è ancora meno se si paventa l'insorgenza del morbo di Alzheimer. Sono le 2 di notte e stai per metterti a letto dopo aver onorato una scadenza urgente, temendo la sveglia che suonerà tra poche ore. O forse ti sei rigirato tutta la notte, furioso per la tua incapacità di dormire mentre le lancette dell'orologio girano costantemente verso mattina. Passi il giorno dopo smemorato, irritabile, incapace di concentrarti e sbagliando cose semplici. Se una brutta notte può farci desiderare ardentemente il sonno per tutto il giorno successivo, cosa potrebbero fare alla nostra salute decenni di sonno scadente?

Alcuni studi hanno analizzato i collegamenti tra qualità del sonno e demenze:

 

Secondo il Dott. Iliff, il sonno non solo fornisce al cervello il quantitativo necessario di sostanze nutrienti vitali, ma è anche fondamentale per smaltire i “rifiuti” prodotti dalle cellule neuronali.  Meccanismo questo che sembra si attivi solo mentre dormiamo e che permetterebbe a proteine associate all’invecchiamento cerebrale come le beta-amiloidi, co-responsabili della malattia di Alzheimer, di essere sistematicamente eliminate nelle ore notturne. Dormire bene non fa quindi solo bene oggi, ma aiuta a invecchiare meglio domani. Clicca qui per saperne di più:

C’è un collegamento fra l’insonnia e l’insorgenza dell’Alzheimer? I disturbi del sonno possono essere un fattore di riconoscimento precoce per i cambiamenti sospetti nel cervello che accompagnano spesso patologie più serie, oppure possono contribuire alla progressione della malattia, dice David Holtzman, neurologo della Washington University School of Medicine di St Louis (USA), dove studia la malattia di Alzheimer. Clicca qui per maggiori informazioni: http://scienze.fanpage.it/nel-sonno-la-diagnosi-dell-alzheimer/