Effetti del bisogno di chiusura cognitiva sull’uso e l’efficacia delle tattiche di potere

Stefano Livi, Antonio Pierro
nell’ambito di “I Gruppi”


Un problema fondamentale nella ricerca sulla leadership riguarda i fattori che contribuiscono all’efficacia del leader nell’influenzare i propri collaboratori e mobilitare le loro risorse. In particolare, le ricerche sulla leadership si sono concentrate sulle tattiche d’influenza che i supervisori e i manager utilizzano per motivare i loro subordinati a svolgere il loro lavoro al meglio delle loro capacità. Gli studi che verranno presentati esplorano la relazione tra accettazione, uso ed efficacia delle tattiche di influenza e il bisogno di chiusura cognitiva (BCC) sia dei supervisori che dei subordinati. In una serie di studi condotti in diversi contesti organizzativi si è verificato che: (1) subordinati con un alto BCC sono maggiormente propensi ad accettare tattiche “hard” mentre subordinati bassi in BCC sono maggiormente propensi ad accettare tattiche “soft”; (2) Supervisori alti (vs. bassi) in BCC tendono ad impiegare maggiormente tattiche “hard” rispetto alle tattiche “soft” . Infine, (3) l’efficacia organizzativa, espressa in termini di sforzi profusi nel proprio lavoro, performance, e basso stress lavorativo, dipendono dal grado di “fit” tra le tattiche di influenza utilizzate dai supervisori e il livello di chiusura cognitiva dei subordinati.


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