Per un’etnografia del patrimonio materiale e immateriale

Vincenzo Padiglione
nell’ambito di “Cultura, diversità, immigrazione”


La relazione presenta un programma di ricerca etnografico che costituisce ad un tempo un campo di intervento sociale praticato negli ultimi due decenni con la realizzazione, da me curata, di alcuni musei comunitari nel Lazio [EtnoMuseo Monti Lepini di Roccagorga (Lt), Museo del Brigantaggio di Itri (Lt), Museo del Brigantaggio dell’Alto Lazio di Cellere (Vt), Museo del Giocattolo Territoriale di Sezze Roma (Lt), Museo delle Terre di Confine di Sonnino (Lt), Museo delle Scritture di Bassiano (Lt), Museo dell’Infiorata di Genzano (RM)]. Si è trattato di operare sulla scia della ridefinizione che a livello internazionale andava ricevendo la nozione di Patrimonio, con la sua enfasi sull’immateriale, per valorizzare la prospettiva etnografica: una metodologia in grado di esplorare la costruzione della memoria collettiva, di individuare in performances e narrative il farsi e disfarsi di saperi e interpretazioni, di cogliere la tensione tra rappresentazioni di identità e pratiche quotidiane. La metodologia etnografica, ancor più se connessa ad un intervento volto ad istituire un centro culturale comunitario, presenta l’indiscusso vantaggio di una pratica partecipata di conoscenza, radicata nel territorio in tutte le sue fasi e soprattutto esplicita nel suo porsi come strumento scientifico e critico al servizio della comunità.

Due fronti aperti di ricerca-intervento verranno brevemente esposti anche grazie alla presenza dei partner istituzionali: a) I Saperi della Biodiversità Coltivata nel Lazio, indagine in corso, finanziata dall’Ente Regionale per l’agricoltura (Arsial) con il fine di salvaguardare un patrimonio culturale esposto a grave erosione e al tempo stesso di mettere in valore un’agricoltura di qualità; b) Video Narrazioni Autobiografiche con la collaborazione degli ospiti dell’Esercito della Salvezza di San Lorenzo. Questa ultima ricerca ha consentito di realizzare, anche in collaborazione con il Comune di Roma, due mostre etnografiche [Risarcimenti storie di vita e di attesa (Sala della Partecipazione, Roma San Lorenzo 2012; Sala Santa Chiara – Roma Capitale, 2013]. E’ prevista per gli inizi del prossimo anno l’apertura della Sala della Memoria, all’interno del Centro di Accoglienza dell’Esercito della Salvezza, dove potrà essere sempre possibile ascoltare le storie di vita degli ospiti e acquisirne di nuove, così da apprendere e commentare in modo simpatetico le vite estreme e i saperi che vi si celano.


Download